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Chi sciacalli avevano mangiato tutte le carogne che c'erano nei bosco, e non avevano più da mangiare. Ed ecco che a un vecchio sciacallo venne in mente un modo di trovare da sfamarsi. Andò dall'elefante e gli disse: |
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In una dolce giornata estiva, sotto un cielo limpido e azzurrissimo, un bellissimo cervo dalle lunghe e possenti corna, si stava abbeverando ad una fonte tanto cristallina da riuscire a riflettergli la sua immagine come fosse uno specchio.
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Un bellissimo cerbiatto dal manto scuro e con delle stupende macchioline bianche sul dorso viveva con la sua famiglia in una meravigliosa foresta con un ricchissimo sottobosco che offriva cibo in abbondanza.
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Era un caldo pomeriggio assolato di inizio estate arricchito da un cielo limpido e azzurro senza l'ombra di una nuvola. Un grazioso leprottino se ne andava fischiettando allegramente tra le distese fiorite dei campi che circondavano la fattoria in cui viveva.
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Una cornacchia, mezza morta di sete, trovò una brocca che una volta era stata piena d'acqua. Ma quando infilò il becco nella brocca si accorse che vi era rimasto soltanto un po' d'acqua sul fondo. Provò e riprovò, ma inutilmente, e alla fine fu presa da disperazione. |
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Sul ramo di un albero stava in vedetta un vecchio gallo accorto e scaltro. - Fratello - disse una volpe facendo la voce dolce - noi non siamo più in guerra. Questa volta abbiamo fatto la pace generale: vengo ad annunziartelo.
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Un po' sbadatamente, un topo uscì dalla sua tana sotterranea, finendo tra le zampe di un leone. Il re degli animali, in quell'occasione mostrò di essere quello che era e gli lasciò la vita. |
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I lupi mangiano voracemente. Si racconta, dunque, che un lupo durante un banchetto si ingozzasse talmente che per poco non ci perse la vita: un osso gli si conficcò in fondo alla gola. |
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Una volpe era caduta in un pozzo e non poteva più uscirne. Un caprone assetato viene allo stesso pozzo guarda dentro e la vede: - E' buona quest'acqua? Era la fortuna inattesa. - Se è buona! Scendi giù, amico mio! Scendi: è una delizia! |
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La civetta, quando vide schiudersi nel suo nido le uova, si sentì il cuore pieno di felicità e d'orgoglio:
- Quanto sono belli i miei cinque civettini! - pensava, guardandoli commossa con i suoi tondi occhi gialli.
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Un giorno le lepri si radunarono e si lagnarono tra loro della loro triste sorte: dovere avere paura di tutti, degli uomini, dei cani, di tutti gli altri animali! Meglio una volta per sempre, morire, che vivere con tanta paura! |
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Lungo la sponda di una riva sono venute a bere due bestie: il lupo più in alto e, molto più in basso, l'agnello: pasto eccellente per quello scannatore vorace. Il lupo vuol fare l'offeso. - Perchè mi hai intorbidata l'acqua mentre bevevo? |
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Un giorno il topo di città andò a trovare il cugino di campagna. Questo cugino era di modi semplici e rozzi, ma amava molto l'amico di città e gli diede un cordiale benvenuto. Lardo e fagioli, pane e formaggio erano tutto ciò che poteva offrirgli, ma li offrì volentieri. |
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La volpe cacciava nella foresta quando si trovò faccia a faccia con una pantera. Che fai sul mio territirio? - le chiese la pantera. Sono venuta a farmi mangiare da te. - rispose la volpe. |
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Pareva proprio che la volpe e la cicogna fossero buone amiche. Un tempo si vedevano spesso, e un giorno la volpe invitò a pranzo la cicogna; per farle uno scherzo, le servì della minestra in una scodella poco profonda:
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L'estate passava felice per la cicala che si godeva il sole sulle foglie degli alberi e cantava, cantava, cantava. Venne il freddo e la cicala imprevidente, si trovò senza un rifugio e senza cibo.
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Una volpe era caduta in un pozzo e non voleva più uscire. Poco tempo dopo, un caprone assetato arrivò allo stesso pozzo,guardò dentro e la vide: - E' buona quest'acqua? Era la fortuna inattesa. |
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Un gatto chiamato Rodilardo faceva tale strage di topi che non se ne vedevano quasi più intorno, tanto grande era il numero di quelli che aveva mandato alla sepoltura. I pochi rimasti, mancando loro il coraggio di lasciare i rifugi in cui si celavano,
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La lepre un giorno si vantava con gli altri animali del bosco: "Nessuno può battermi in velocità" - diceva - "Sfido chiunque a correre come me." La tartaruga, con la sua solita calma, disse: "Accetto la sfida."
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